domenica 11 gennaio 2009

Do It Yourself

Mi è capitato di imbattermi in un programma televisivo (MTV - Il Testimone) dove l'ideatore-protagonista è il reporter di storie poco comuni, situazioni paradossali o personaggi della commedia umana. Si muove da solo in giro per il mondo, unicamente con l'ausilio tecnico di una telecamera che lui stesso utilizza in presa diretta. Il resto lo fa il montaggio, l'uso della voce di commento fuoricampo e, naturalmente, le idee. Oltre a provare una certa invidia, sono rimasto colpito dall'efficacie originalità della tecnica di ripresa. L'effetto è semplice e geniale. Non ho aspettato un attimo a metterla in pratica anch'io, per raccontare la passeggiata di ieri a Torino. Certo devo esercitarmi ancora un bel po', ma penso di farne grande uso nei miei prossimi reportage fatti in casa.


martedì 6 gennaio 2009

The new year


La prima corsa del 2009 sopra un manto di neve fresca e farinosa. Il rumore attutito e la sensazione del soffice atterraggio delle scarpe inzuppate ci fa sembrare leggeri e agili come gatti. Proprio una bella sensazione.

Si apre un nuovo anno. Ho riposto il diario del 2008, accuratamente allineato agli altri, in fila, nel loro angolo della libreria, dandogli solo una sommaria e veloce sfogliata. Non amo molto soffermarmi sugli avvenimenti passati, a volte li ricordo a fatica e in maniera sfocata, preferisco così. Meglio concentrare le energie per vivere il presente o al massimo provare a pianificare il futuro prossimo, il naturale prolungamento dell'adesso, quello che gli inglesi chiamano, non a caso, present continuos.

Fare propositi per l'anno nuovo è comunque divertente, molto meglio che fare dei bilanci, che sa decisamente di vecchio e il più delle volte intristisce. Puntare molto in alto e dichiarare traguardi
ambiziosi non costa nulla, non c'è l'obbligo di adempiere ad una nostra simpatica presunzione e non viene mai applicata alcuna penale ad una innocente sbruffonaggine.
Correremo i 42 km della maratona ad esempio: obiettivo impegnativo, alcuni podisti più esperti mi hanno guardato con incredulità quando ne ho parlato, premettendogli di aver scoperto la corsa solo lo scorso marzo. Eppure sappiamo bene che niente è più stimolante che il porsi un traguardo altisonante.
Poi sarò in grado di leggere piacevolmente e senza fatica tutto il Times mentre sorseggio un caffè, o seguire interamente un film in lingua inglese. Lo sforzo che ho messo finora nella causa, e le belle soddisfazioni che ne ho tratto, serviranno a sostenere ancora la mia volenterosa spinta.
Viaggeremo il più possibile (non è mai abbastanza). Il giro del Marocco su mezzi pubblici e di fortuna è ormai vicino. Poi mi piacerebbe passeggiare ancora per Londra, con la sterlina magari sotto l'euro, in barba al conservatorismo d'oltremanica e con un accenno di cafoneria al momento di saldare il conto in negozi e ristoranti. D'estate forse un tour in Sicilia, è un po' che ne parliamo. A fine anno cosa non darei per tornare negli USA. Dovrei solo convicere Mari: farle capire che non è limitativo tornare due volte nello stesso paese e che gli immensi States non possono essere considerati un luogo unitario e di omogenea culturalità. Bell'impresa..
Tempo di andare ora, organizzare il tempo per tutto è l'impegno più grande. Deve pur rimanere lo spazio, ogni giorno, per leggere un libro, chiacchierare con un amico o interessarsi dei problemi del mondo. Buon 2009!

giovedì 25 dicembre 2008

Natale in Sardegna

Questi giorni di festa raccontati con alcune immagini scattate qua e là.

Sotto l'albero addobbato della città di Nuoro è apparsa una lettera a Babbo Natale insieme a dei didascalici pacchi regalo. Le richieste riguardano questioni concrete della realtà locale e l'utilizzo dell'ironia compie bene il suo dovere.





Una passeggiata sulle spiagge, deserte e magiche di questi tempi, per scoprire che con le recenti piogge che ne hanno modificato le linee, il mare si è ripreso alcuni suoi antichi spazi.




La vista dall'alto mi fa venire in mente un presepe di cartapesta e muschio. Le stradine finte, i fiumi con l'acqua vera, gruppetti di casupole e un po' di farina, a rappresentare la neve, spruzzata casualmente sull'opera.

mercoledì 24 dicembre 2008

Racconto di Natale 2

Qualche amico riunito per il brindisi di auguri. Con una improbabie scusa uno del gruppo si assenta. Pochi minuti dopo suonano alla porta e compare un sovraeccitato Babbo Natale, vestito di tutto punto, non proprio in abito di gala, più una divisa versione inaugurazione discount. Ma Santa Klauss è comunque Santa Klauss. I bambini hanno facce terrorizzate, comprensibile visto che l'apparizione è in effetti inusuale e a tratti inquietante. I grandi invece sono spaesati, nessuno se lo aspettava. Molti non lo vedevano da anni, qualcuno aveva perso le speranze di rincontrarlo, qualcun'altro iniziava a dubitare della sua effettiva esistenza, sulla via della disillusione, incattivito dalla frenesia del quotidiano, con poca voglia di credere ad altre favole, in aggiunta a quelle con le quali viene imbottito tutto l'anno.
Gli alti concetti che si ascoltano tutti i giorni sono costruzioni di parole vuote e stantie. Meglio esprimersi per assurdità, comunicare con metafore e dialogare per nonsense. Di questi ultimi siamo degli autentici specialisti.


lunedì 22 dicembre 2008

Il racconto di Natale

Complicare situazioni pianificate e alla fine divertirsi comunque, questa la sintesi di una bella domenica in clima natalizio. Nasce orientata a vivere la città, scegliamo Torino, con sottofondo sonoro su variazioni merry christmas. Si parte in treno, si farà il tour del centro, i portici, Piazza San Carlo, Via Roma, Piazza Castello, Via Garibaldi, il mercato permanente di Corso Valdocco, sempre pieno di inusuali merci in stock, magari un giro al nuovo Museo d'Arte Orientale, è lì vicino. Dimenticavo, il consueto passaggio al negozio di anticaglie dietro Piazza Statuto, ormai è una tappa fissa. L'ho scoperto per caso anni fa attirato da un cartello scritto a pennarello “si valutano mobiglie”. Nessun'altra indicazione. Una rientranza del palazzo, cancelletto in ferro bloccato in apertura, una scala stretta e poco invitante che conduce, piuttosto male, ad un seminterrato al livello del regno dei ratti. Lì il mondo del tempo perduto, dove è facile perdere tutte le ore residue della giornata e anche perdere di vista la persona con la quale si era entrati. Nel labirinto creato dall'esposizione della merce, sistemata con meticolosa casualità, abbinamenti estemporanei a tutti gi effetti opere d'arte: lampada liberty sopra scrittoio Enrico VIII o tappeto di zebra ai piedi di poltroncina versailles.

Vola via solo un oretta, ma ci ritroviamo entrambi ad ammirare un servizio bavaria rifinito in oro zecchino, apparecchiato nell'interezza dei suoi 40 pezzi sopra un enorme tavolo pulito e lucidato (è una rarità in questo posto altamente sconsigliato agli allergici alla polvere) per l'occasione. Il ragazzo che compare alle nostre spalle ci racconta, circa la provenienza di quelle porcellane, una storia che ha il sapore dovstojeskiano: una vecchia signora di nobiltà sfiorita, una badante remissiva, le strane vicende del palazzo storico che abitano. La trattativa sul prezzo è breve (forse effetto della crisi) ma dopo essere rinsaviti ed aver realizzto di essere arrivati in treno, mostriamo qualche esitazione. Il giovane però è un venditore nato e proverà a confezionare il tutto, rendendolo trasportabile; ci invita a tornare più tardi, valutare il volume dei pacchi e decidere al momento, senza alcun impegno. Si torna a passeggiare in centro quasi risollevati.E' già buio quando riscendiamo nello scantinato belle epoque, più per correttezza che altro: decisi a rinunciare all'acquisto, goderci la serata in qualche locale, ringraziando infinitamente per la pazienza.Come immaginavamo i pacchi sono abnormi, del peso ai limiti anche di un carico equino. La cura della confezione è però stupefacente, carta, cartone e spago grosso, da far invidia ad un emigrante dei primi del 900.

Il finale di questa piccola storia è meglio narrato dalle immagini, sempre più eloquenti di ogni altro discorso.




mercoledì 10 dicembre 2008

Nevicata nel deserto


Chiusi in casa mentre il gelo attanaglia la città. Una radio e i racconti di viaggi lontani, ci fanno ancora fantasticare sul mondo e sono l'unico collegamento reale, oggi, con l'esterno. Appesi un po' malinconicamente alle parole di un intrattenimento, partecipiamo ad un gioco radiofonico garbato. E vinciamo un volo per due persone a Marrakesh, in Marocco. Inaspettato quanto piacevole; si inizia a progettare un nuovo viaggio, non chiedevo niente di meglio. Itinerario di città imperiali, di medine, suq, la vita nel mercato, il bazaar. Ci vedo già trasportati nei sedili posteriori di un bus che ansima fumoso, a pieno carico. Schiacciati vicino al finestrino per fare qualche foto. La strada sconnessa, i posti troppo stretti, alcuni berberi che discutono ad alta voce.

Chissà se sarà così? Si, decisamente prepareremo anche questo viaggio con quella dettagliata cura che ne farà una splendida caotica avventura.

domenica 7 dicembre 2008

Cold morning


Si torna a correre in questa fredda ma soleggiata domenica dicembrina. Sono lontani i tempi in cui ci si allenava quattro volte alla settimana. Non c'è male però, la base è solida. La cornice naturale, poi, è decisamente suggestiva.