mercoledì 15 settembre 2010

Baci da Alessandria.. nuovo prologo



Avevo promesso ad alcuni turisti tedeschi, conosciuti quest'estate, un cartolina del posto dove vivo. Conoscevano Alessandria pur non essendoci mai stati e associavano la zona all'immagine (o al sapore, meglio) del vino di qualità.
Rientrato in ciità e volendo subito onorare i miei nuovi distanti amici, cercavo di reperire il souvenir postale e ne scoprivo gli sbiaditi risvolti: misera la gamma e pessima la qualità. Incredulo cercavo in diversi tabaccai e ovunque si ripeteva la delusione.
Il mio amico Sergio, titolare di un'accurata tabaccheria del centro, confermava che l'imbarazzo "nella" scelta è davvero cosa poco gratificante. Ai molti viaggiatori di passaggio e ai pochi turisti stranieri che si notano passeggiare sottovoce con le loro discrete mappe, non viene offerto il biglietto che merita il loro spirito di ricerca.
Poichè la richiesta non rappresenta il core business delle rivendite, pare che nessuno investa (anche poco) nel rinnovare qualche immagine e magari qualche sua idea su come si promuove la città.
Ho deciso di realizzare qualche scatto di prova e tentare di farne una cartolina turistica che sia, solo, bella. Non certo per guadagnare ma per una sfida o meglio un messaggio: a chi istituzionalmente dovrebbe crederci, o almeno far finta, ma non sa proprio da che parte cominciare.

lunedì 7 giugno 2010

La compagnia dell'anello



"L'anello di Mantovana", 5° Memorial Giuseppe Colla, una bella 11 km sotto un sole alto e rovente. Dopo aver ansimato per la fatica, veniamo pure premiati (come gruppo sportivo, non ci si inganni...).

sabato 8 maggio 2010

La mia Stralessandria 2010


Sono quasi le 20. Esco di casa per raggiungere la tradizionale manifestazione cittadina. Superata la soglia del privato entro nel mondo di fuori. E' un confine forte, non sempre si vuole che l'esterno superi la barriera ed entri nell'equilibrio intimo, così come spesso le questioni private non si vuole escano dal vetro sigillato delle finestre pigre ad aprirsi. La dualità è difesa, paura del confronto in tempi difficili.
Pochi giorni fa sono rientrato a casa nel bel mezzo di una dimostrazione di vendita ed ho osservato silenzioso, quasi da ospite, i riti collaudati da formazione multilevel. L'uomo non più giovanissimo esternava serietà impostata, la camicia stirata con cura da casa. la ragazza che lo aiutava a trasportare i grandi valigioni non parlava. I nostri e i suoi silenzi si compensavano ed interloquivano profondamente. Una volta andati via Mari mi ha chiesto cosa ne pensassi dell'aspirapolvere, io mi stavo chiedendo se la scelta di vendere porta a porta era un modo per arrotondare o l'effetto della perdita di un lavoro vero. Riflettevo se le condizioni, il luogo, la famiglia in cui ci si trova a nascere segnino irrevocabilmente tutto il resto, oppure se la propria volontà e caparbietà sia comunque capace di sconfinare dalla strada tracciata da un mesto destino. Mi accorgo di generare una inutile tristezza e dismetto i pensieri ad alta voce.
Sono quasi in piazza, mi sembra ci sia meno gente dell'anno scorso. Qualcuno ha rinunciato ad aprire i suoi portoni, chi lo ha fatto invece, poi si sentirà meglio, avrà scoperto che i gesti spontanei uniscono i simili e l'unione dei simili aiuta a vivere meglio.
Al momento della partenza mi guardo intorno e scopro che una folla allegra si è riversata d'improvviso verso il luogo di partenza. Lo sparo d'inizio fa scattare i volti in avanti e le silhouette dei multiformi profili paiono davvero tutte assomigliarsi.

lunedì 26 aprile 2010

Vincent e Vito




Arles (FR), 21 aprile 2010.
Nel museo che omaggia l'artista sono esposte alcune sue lettere ed altri manoscritti. Sono certo che lo studio del tratto non può che associarlo ad una personalità fuori dal comune, ma per questo devo rimandare il lavoro al mio amico con la passione (ed il talento ritengo) per la grafologia, al quale invio queste foto come affettuosa cartolina ricordo del viaggio in Provenza.

La pizzà

Pourrieres (FR), 25 aprile 2010.
Piuttosto stanchi dalla visita dell'ennesimo borgo incantato di provenza (quello di Lournarin ci ha lasciato più di altri a bocca aperta) lasciamo le strade indicate sulle guide per inoltrarci a caso nelle campagne vestite della stagione migliore. Forse ci si distrae troppo nella contemplazione e si finisce in un villaggio che pare disabitato. L'unica forma di vita è il furgone della pizza con originale forno a legna, una vera istituzione da queste parti. Pur sapendo di non trarne beneficio, vinti dalla fame e dall'ora tarda, decidiamo di comunicare con la coppia a bordo (il marito stende e inforna mentre la moglie fascisce generosamente i farinosi dischi di pasta. "..nous sommes italiens, la pizzà est une istituzion.. mais nous avons terminé le derrat.. dans le camper.." La cottura è impeccabile ma l'abbondare di quel formaggio giallo (è qui il primo errore, non si può rinnegare la mozzarella perché non è abbastanza transalpina) crea uno strato gommoso e dolciastro che non rende onore al pomodoro sottostante (secondo errore, anche un bambino sa che non puoi aprire un cartone di tomato e rovesciarlo sulla pasta così com'è). L'accozzaglia di spezie che fascisce il risultato crea la sfumatura di gusto che mancava (e tre: il basilico! solo quello ci puoi mettere, in mancanza meglio niente). La serata termina con un finale degno del più abile diplomatico: "au revoir, merci beaucoup, tres gentil.. Pardon? Ah, la pizzà? ... perfect, anzì, trois fois perfect, maintenant je vous di le trois qualité, celon moi.. Liberte, egualité e fraternité, vive la France!".

Borghi di Provenza

Lourmarin (FR), 25 Aprile 2010)
Le strette vie tinte da colori caldi disegnano dolci sinuosità tra le case apparentemente vuote. Il silenzio fa parte di quella ricerca di eleganza a cui tutto è rapportato, ogni oggetto appeso al muro, ogni accostamento di colore, ogni lampada ogni soprammobile appoggiato, in modo apparentemente casuale, all'esibito davanzale. Sbirciamo dai vetri per scoprire che l'estetica da rivista d'arredamento è riservata pure all'ambito privato. L'ultima via che esce dall'abitato ci accompagna ai piedi dello chateau, il castello di epoca medievale risistemato a festa per la domenica di visite. L'insolito rumoreggiare ci incuriosisce e ci spinge ad entrare..

Traditions

Coustellet (FR), 24 aprile 2010.
La lavanda è la pianta simbolo di questa regione e la famiglia Lincelé le ha dedicato un bel museo, imperdibile tappa del viaggio in provenza, per difendere la tradizione dell'estrazione della sua essenza, svelare gli aspetti meno noti del suo ciclo di lavorazione, mostrare le sue proprietà naturali.
Il suo profumo ci accompagna per il resto del viaggio.